Venceslao, Napoli, Muzio, 1714 (Vincislao)

 VINCISLAO
 
    Drama per musica da rappresentarsi nel teatro di San Bartolomeo il dì 26 decembre 1714, consagrato all’illustrissimo ed eccellentissimo signore conte Wirrico di Daun, principe di Teano, viceré e capitan generale in questo regno.
    In Napoli, 1714, nella stampa di Michele Luigi Muzio, con licenza de’ superiori. Si dispensa nella libraria del medesimo sotto l’infermaria di Santa Maria la Nova.
 
 Eccellentissimo signore,
    quella incorrotta giustizia, che vedesi in questo drama da Vincislao re di Polonia esercitare, è un forte stimolo che mi astringe a consagrarlo all’eccellenza vostra, la quale sì rettamente questo regno governa.
    Solo rimane che gratamente sia accettato il mio doveroso tributo, affinché giustamente possa vantarmi di vostra eccellenza umilissimo, devotissimo e obligatissimo servitore.
 
    Nicola Serino
    Napoli, 26 decembre 1714
 
 ARGOMENTO
 
    Vincislao, re di Polonia, ebbe due figliuoli, Casimiro e Alessandro; il primo di genio altiero e feroce e lascivo, il secondo di temperamento dolce e moderato. Tutti e due s’invaghirono di Erenice, principessa del sangue, discendente dagli antichi re di Polonia, ma con intenzione molto diversa. Casimiro l’amò con illecita passione, Alessandro con pensiero di farla sua sposa. Quegli non ebbe riguardo di render pubblico a tutta la corte il suo amore e questi, conosciuto il genio violento di suo fratello, ad ogni altro nascose il suo, fuorché all’amata Erenice e all’amico Ernando, generale e favorito del re; anzi perché temeva della ferocia di Casimiro, pregò l’amico a fingersi appassionato per Erenice, affinché col di lui mezzo potesse più sicuramente parlare della sua passione alla principessa. Tanto fece per impegno di amicizia Ernando, quantunque poscia li costasse caro l’impegno per l’amore che in lui si accese verso alla stessa Erenice. Riuscì la cosa di tal maniera che Casimiro credé che li fosse rivale nell’amore il generale, non il fratello; e da questa sua ingannevol credenza nasce l’intreccio principale del drama. La morte d’Alessandro, l’accusa d’Erenice, la condanna e la coronazione di Casimiro nella forma che si rappresentano sono azioni tratte dalla stessa fonte, da cui fu tratto il suggetto: gli amori di Casimiro con Lucinda sono d’invenzione del poeta italiano, quale per sua discolpa ti fa noto che le parole numi, deità, fato, eccetera, sono le consuete espressioni de’ componimenti poetici, non sentimenti di cuore e di penna che si protesta cattolica.
 
 MUTAZIONI DI SCENE
 
    Atto primo: veduta di città con arco trionfale; giardino corrispondente agli appartamenti di Erenice; sala con trono.
    Atto secondo: logge; steccato con trono in mezzo; appartamenti di Casimiro.
    Atto terzo: giardino con sepolcro d’Alessandro; prigione; camera; salone reggio con trono.
    Le scene sono invenzione del signor Roberto Clerici, allievo delli signori Bibiena.
 
 PERSONAGGI
 
 VINCISLAO re di Polonia
 (il signor Gaetano Borghi)
 CASIMIRO suo figliuolo
 (il signor Nicola Grimaldi, cavaliere della croce di San Marco)
 ALESSANDRO altro suo figliuolo
 (il signor Nicola Ippolito Cherubini)
 ERENICE principessa polacca, discendente dagli antichi re di Polonia
 (la signora Angiola Augusti)
 ERNANDO generale e favorito di Vincislao
 (la signora Giovanna Albertini detta la Reggiana)
 LUCINDA regina di Lituania
 (la signora Marianna Benti Bulgarelli detta la Romanina)
 GERILDA damigella di Lucinda
 (la signora Santa Marchesini)
 GILDO servitore di Casimiro
 (il signor Gioacchino Corrado, virtuoso della Real Cappella di Napoli)
 
    Musica del signor Francesco Mancini, vicemaestro della Regal Cappella.